Email, lettere e siti Internet che invitano a investire nell’euro digitale oppure a partecipare a una presunta sperimentazione ufficiale. La Banca centrale europea ha segnalato la circolazione di queste comunicazioni fraudolente, richiamando i cittadini a non trasferire denaro e a non fornire informazioni personali. L’avvertimento compare nelle FAQ dedicate al progetto pilota dell’euro digitale, aggiornate il 28 ottobre 2026, e riguarda tentativi di truffa che sfruttano il nome dell’istituzione monetaria europea per ottenere credibilità.
Il messaggio della BCE è esplicito: non vengono richiesti investimenti, versamenti di denaro o dati personali per aderire a presunte iniziative sull’euro digitale. Le offerte che presentano queste caratteristiche non appartengono ai programmi ufficiali dell’Eurosistema.
La segnalazione interessa direttamente la sicurezza dei pagamenti digitali, perché riguarda un meccanismo fraudolento nel quale l’autore del raggiro cerca di convincere la vittima a eseguire volontariamente un pagamento o a comunicare informazioni riservate. L’uso del nome di una banca centrale può rendere particolarmente insidioso il tentativo, soprattutto quando il destinatario non conosce le caratteristiche effettive del progetto europeo.
Le false proposte di investimento sfruttano il nome della BCE
L’avviso pubblicato nelle FAQ del 28 ottobre conferma che la BCE è a conoscenza di comunicazioni ingannevoli diffuse attraverso diversi canali. Non si tratta esclusivamente di email: vengono menzionate anche lettere tradizionali e pagine web costruite per presentare offerte apparentemente collegate all’euro digitale.
La banca centrale aveva già dedicato un approfondimento all’utilizzo improprio del proprio nome e del proprio logo. Tra i casi descritti compaiono lettere false che invitano i cittadini a partecipare a un presunto programma pilota, proponendo investimenti accompagnati da promesse di rendimenti elevati e assenza di rischi.
È proprio l’offerta finanziaria a rendere riconoscibile una delle principali anomalie. L’euro digitale non è un prodotto di investimento distribuito dalla BCE ai risparmiatori. Il progetto riguarda la possibile introduzione di una forma digitale di moneta di banca centrale utilizzabile per effettuare pagamenti, secondo un quadro normativo e operativo ancora in definizione.
Nelle informazioni ufficiali sul progetto pilota, la sperimentazione viene descritta come un esercizio controllato, destinato a verificare infrastrutture, processi operativi e modalità di utilizzo di una versione sperimentale dell’euro digitale. Il programma dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027 e durare dodici mesi.
La preparazione della sperimentazione non equivale alla decisione definitiva di emettere la nuova moneta. Quest’ultima dipenderà anche dal completamento del percorso legislativo europeo.
Queste differenze sono essenziali per valutare le comunicazioni sospette. Una proposta che promette guadagni attraverso l’acquisto anticipato di euro digitali, oppure richiede il pagamento di una quota per accedere a un programma rivolto genericamente ai cittadini, non trova riscontro nelle indicazioni della BCE.
Come riconoscere email e siti Internet contraffatti
Le indicazioni della banca centrale sulla sicurezza dei pagamenti digitali comprendono una serie di verifiche utili per individuare le comunicazioni fraudolente.
Il primo elemento riguarda l’identità del mittente. Le comunicazioni email ufficiali della BCE provengono da indirizzi appartenenti ai domini istituzionali ecb.europa.eu oppure ecb.int. Tuttavia, la presenza apparente di uno di questi indirizzi non garantisce automaticamente l’autenticità del messaggio.
I truffatori possono infatti ricorrere all’email spoofing, una tecnica che consente di falsificare le informazioni visualizzate dal destinatario e far sembrare che una comunicazione provenga da un soggetto diverso da quello reale.
Anche i collegamenti presenti nelle email richiedono attenzione. Prima di aprirli, è possibile verificarne l’effettiva destinazione, ad esempio passando il cursore sopra il collegamento su un computer. Un indirizzo che contiene il nome della BCE in una posizione insolita, oppure utilizza un dominio differente da quello istituzionale, può essere un segnale di contraffazione.
La somiglianza grafica non costituisce una prova di autenticità. Un sito fraudolento può riprodurre loghi, colori e impaginazione di una pagina ufficiale, mentre l’indirizzo Internet conduce a un servizio controllato dai truffatori. Per verificare una comunicazione è quindi preferibile raggiungere autonomamente il sito istituzionale, senza utilizzare i collegamenti contenuti nel messaggio ricevuto.
Un’ulteriore indicazione riguarda il contenuto delle richieste. Pressioni per effettuare rapidamente un bonifico, promesse di rendimenti particolarmente vantaggiosi, inviti a comunicare coordinate bancarie o documenti personali devono essere considerati segnali di rischio.
Gli errori ortografici e le formulazioni insolite possono aiutare a individuare un tentativo di frode, ma la loro assenza non dimostra che il messaggio sia autentico. Le comunicazioni contraffatte possono presentarsi anche con una forma linguistica corretta e una veste professionale.
Le truffe possono arrivare anche attraverso telefonate e video
L’avvertimento sull’euro digitale si inserisce in una più ampia attività di prevenzione delle frodi che utilizzano l’identità della BCE.
La documentazione istituzionale descrive tentativi nei quali i criminali si presentano come dipendenti della banca centrale, utilizzano falsi profili sui social network oppure contattano le persone attraverso numeri telefonici apparentemente riconducibili all’istituzione.
Anche il numero visualizzato durante una chiamata può essere contraffatto. Il cosiddetto caller ID spoofing permette di mostrare al destinatario un’identità telefonica diversa da quella effettivamente utilizzata. Di conseguenza, una chiamata che sembra provenire da un recapito ufficiale non deve essere considerata attendibile sulla sola base del numero visualizzato.
La BCE richiama inoltre l’attenzione sui contenuti audiovisivi manipolati con sistemi di intelligenza artificiale. Video e registrazioni possono simulare l’intervento di rappresentanti istituzionali impegnati a promuovere programmi di investimento inesistenti.
Questi strumenti rendono meno affidabili alcuni segnali tradizionalmente utilizzati per valutare la credibilità di una comunicazione. La presenza di un volto conosciuto, di una voce apparentemente autentica o di un logo istituzionale non è sufficiente a dimostrare che una proposta provenga realmente dall’organizzazione rappresentata.
La sicurezza dei pagamenti digitali dipende quindi anche dalla verifica dell’origine delle informazioni ricevute, soprattutto quando una comunicazione pretende di ottenere un trasferimento di fondi oppure l’accesso a strumenti finanziari personali.
Perché il rischio riguarda anche le credenziali bancarie
Il tentativo di frode non deve necessariamente concludersi con una richiesta immediata di denaro.
Un sito falso può avere l’obiettivo di raccogliere informazioni personali, estremi dei conti correnti o credenziali utilizzate per accedere ai servizi bancari. In altri casi, il messaggio può indurre il destinatario a compiere operazioni che espongono successivamente il conto a utilizzi non autorizzati.
Questi comportamenti rientrano nelle tecniche di ingegneria sociale, nelle quali il criminale cerca di ottenere la collaborazione della vittima attraverso una comunicazione ingannevole. Il phishing, in particolare, utilizza messaggi contraffatti per sottrarre informazioni riservate o indurre comportamenti dannosi.
Il CERT-AGID, la struttura dell’Agenzia per l’Italia Digitale dedicata al monitoraggio e alla gestione di determinate minacce informatiche, ha documentato numerose campagne che sfruttano l’identità di enti pubblici e servizi conosciuti per indirizzare gli utenti verso pagine fraudolente.
L’impiego di un riferimento istituzionale risponde a una logica precisa: ridurre la diffidenza del destinatario e presentare una richiesta anomala come una procedura ordinaria.
Nel caso dell’euro digitale, la relativa novità del progetto può rappresentare un elemento favorevole ai truffatori. Un cittadino potrebbe infatti non conoscere le modalità della sperimentazione o confondere una comunicazione autentica sul progetto con una richiesta di partecipazione economica.
Da questo punto di vista, la sicurezza dei pagamenti digitali richiede di distinguere le iniziative realmente promosse dalle autorità dalle offerte commerciali che ne utilizzano impropriamente il nome. Le informazioni ufficiali sull’euro digitale non prevedono opportunità di rendimento garantito né investimenti riservati a chi aderisce anticipatamente.
Cosa fare quando arriva una richiesta sospetta
La raccomandazione immediata della BCE è evitare qualsiasi interazione con le comunicazioni sospette. Non bisogna rispondere alle offerte, aprire allegati inattesi o utilizzare collegamenti che conducono a presunti servizi di investimento sull’euro digitale.
Soprattutto, non devono essere effettuati pagamenti né condivisi dati personali o finanziari sulla base di queste sollecitazioni.
Quando esistono dubbi sull’autenticità di una comunicazione, il controllo deve avvenire attraverso canali individuati autonomamente. Nel caso della BCE, il riferimento è il portale istituzionale, che raccoglie le informazioni sul progetto e pubblica gli avvisi relativi all’uso fraudolento del proprio nome.
La situazione cambia quando il destinatario ha già comunicato dati riservati oppure ha effettuato un trasferimento di denaro.
In presenza di un pagamento sospetto, è opportuno contattare tempestivamente la propria banca o il prestatore di servizi di pagamento, utilizzando i recapiti ufficiali. L’intermediario può verificare l’operazione e valutare le misure disponibili, compresi eventuali tentativi di blocco o recupero delle somme. La possibilità di intervenire dipende però dal tipo di pagamento, dallo stato dell’operazione e dalle circostanze del caso.
Se sono state comunicate credenziali bancarie, password o altri elementi di autenticazione, occorre segnalare immediatamente la compromissione all’intermediario e procedere alla messa in sicurezza degli accessi interessati. È inoltre opportuno controllare i movimenti del conto per individuare eventuali operazioni non riconosciute.
Queste precauzioni sono particolarmente rilevanti perché un tentativo di phishing può produrre conseguenze anche dopo il primo contatto, qualora le informazioni sottratte vengano utilizzate per ulteriori accessi o richieste fraudolente.
Dove segnalare le false comunicazioni sull’euro digitale
La BCE invita espressamente le persone che ritengono di essere state vittime di frode a rivolgersi alle forze dell’ordine.
In Italia è possibile presentare una denuncia alla Polizia di Stato o ai Carabinieri. Per gli episodi che coinvolgono email fraudolente, siti contraffatti e sottrazione di credenziali, la Polizia Postale costituisce un riferimento specializzato.
La banca centrale mette inoltre a disposizione un modulo istituzionale per le richieste di informazioni, utilizzabile anche per segnalare un sito Internet che si sospetta possa impersonare la BCE. Questa comunicazione ha una finalità diversa dalla denuncia alle autorità competenti e non la sostituisce.
Per le email malevole e le minacce informatiche esiste anche il canale del CERT-AGID, che riceve contributi utili all’analisi delle campagne attraverso la casella malware@cert-agid.gov.it. Lo stesso CERT-AGID precisa che tali invii hanno una funzione informativa e di condivisione tecnica e non costituiscono denunce formali.
Conservare la comunicazione ricevuta può essere utile per documentare l’accaduto. Email originali, indirizzi dei siti sospetti, eventuali ricevute di pagamento e informazioni relative ai contatti intercorsi possono contribuire alla ricostruzione dei fatti da parte degli operatori competenti. Non è invece opportuno accedere nuovamente a una pagina sospetta per raccogliere ulteriori elementi.
Il problema riguarda anche la tempestività. Nel caso di un trasferimento di fondi, informare rapidamente l’intermediario aumenta le possibilità di valutare eventuali interventi prima che il denaro venga ulteriormente movimentato, senza offrire garanzie sul suo recupero.
La fiducia nei pagamenti elettronici passa dalla verifica delle comunicazioni
L’avviso della BCE evidenzia una distinzione spesso trascurata nel dibattito sulla sicurezza dei pagamenti digitali: la protezione tecnica di un’infrastruttura e la prevenzione delle frodi rivolte agli utenti sono due questioni differenti.
Un sistema di pagamento può prevedere controlli avanzati, procedure di autenticazione e misure di protezione delle transazioni, ma questi strumenti non eliminano automaticamente il rischio che una persona venga indotta a trasferire denaro a un truffatore.
Nel caso dell’euro digitale, la sperimentazione annunciata dall’Eurosistema servirà a valutare anche la robustezza e il funzionamento operativo delle infrastrutture previste. Le false offerte di investimento, invece, sfruttano principalmente la comunicazione e la reputazione delle istituzioni, senza necessariamente coinvolgere i sistemi informatici del progetto.
La distinzione è rilevante anche per evitare interpretazioni inesatte dell’avvertimento: la presenza di tentativi di truffa che utilizzano il nome dell’euro digitale non dimostra una compromissione delle infrastrutture della BCE o l’esistenza di vulnerabilità nella futura moneta digitale.
L’attenzione va concentrata sull’identificazione delle richieste fraudolente e sull’utilizzo di canali attendibili. Il cittadino non deve acquistare euro digitali in anticipo, versare somme per accedere a presunti programmi riservati o comunicare dati bancari a soggetti che si presentano come incaricati della banca centrale.
La BCE ha chiarito inoltre che le lettere con promesse di rendimenti elevati e privi di rischio non provengono dall’istituzione e non corrispondono a prodotti finanziari da essa distribuiti. È un’informazione che consente di riconoscere come fraudolenta una proposta indipendentemente dalla qualità grafica del documento ricevuto o dalla credibilità apparente del mittente.
Mentre prosegue la preparazione del programma pilota, previsto per la seconda metà del 2027, gli avvisi istituzionali rimangono quindi uno strumento concreto di prevenzione. Le comunicazioni ufficiali della BCE possono essere verificate direttamente attraverso i suoi canali informativi, mentre eventuali richieste di versamento o di dati personali collegate a presunti investimenti nell’euro digitale devono essere trattate come tentativi di frode.

