Sicurezza dei bambini sui dispositivi Apple, arrivano nuovi controlli per navigazione, messaggi e utilizzo delle app

Genitore e figlio osservano insieme le impostazioni di sicurezza di uno smartphone.

Dal 14 settembre 2026 le famiglie che utilizzano iPhone, iPad e Mac possono accedere a una nuova serie di controlli parentali introdotti con iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27. L’aggiornamento modifica il modo in cui i genitori autorizzano la navigazione, regolano il tempo trascorso sulle applicazioni e intervengono quando i figli ricevono contenuti potenzialmente inappropriati.

Le novità, anticipate da Apple lo scorso giugno, riguardano soprattutto la gestione quotidiana dei dispositivi. La funzione Chiedi di navigare permette di subordinare l’accesso a nuovi siti web all’approvazione di un adulto, mentre Sicurezza delle comunicazioni amplia il riconoscimento delle immagini sensibili includendo contenuti cruenti e violenti. Cambia anche l’interfaccia di Tempo di utilizzo, che riunisce informazioni sulle abitudini digitali e comandi per modificare rapidamente le restrizioni.

La sicurezza dei bambini sui dispositivi Apple viene così affidata a strumenti più articolati, che operano attraverso gli account familiari e prevedono livelli di protezione differenti secondo l’età. La documentazione di supporto disponibile in italiano, aggiornata anche nel corso di ottobre, consente di precisare alcune condizioni tecniche che il primo annuncio aveva presentato in termini più generali.

Navigazione su Internet, i genitori possono approvare i nuovi siti

Una delle modifiche più significative riguarda l’accesso alle pagine web. Con Chiedi di navigare, i bambini devono ottenere un’autorizzazione prima di visitare un sito non ancora approvato. La richiesta può essere gestita dal dispositivo del genitore oppure direttamente da quello del minore.

Una volta concesso il permesso, il sito entra nell’elenco delle destinazioni consentite e rimane accessibile fino a un’eventuale modifica delle impostazioni. È possibile anche autorizzare preventivamente determinate pagine, evitando richieste ripetute quando servono risorse scolastiche o servizi abitualmente utilizzati.

La funzione opera in Safari e negli altri browser supportati su iPhone, iPad e Mac aggiornati alla versione 27 dei rispettivi sistemi operativi. Apple precisa inoltre che, quando la protezione è abilitata, Apple Watch e Vision Pro possono visualizzare soltanto i siti precedentemente autorizzati.

Per gli account dei bambini sotto i 13 anni, Chiedi di navigare risulta attiva per impostazione predefinita, mentre il filtro che limita i siti destinati agli adulti è previsto automaticamente per gli utenti minorenni. Le soglie anagrafiche e alcune condizioni di gestione possono variare secondo il Paese e la normativa applicabile.

Le due protezioni svolgono compiti differenti. Il filtro dei contenuti tenta di impedire l’accesso alle pagine considerate inadatte, mentre Chiedi di navigare introduce una verifica preventiva sulle nuove destinazioni. L’approvazione dei genitori non equivale tuttavia a una certificazione della sicurezza di un sito: una pagina autorizzata può cambiare contenuto nel tempo e richiedere successive valutazioni.

Foto, video e chiamate: come cambia Sicurezza delle comunicazioni

L’altro intervento centrale riguarda le immagini che i minori ricevono o tentano di condividere.

Sicurezza delle comunicazioni era già presente nelle precedenti versioni dei sistemi Apple. In Messaggi, per esempio, le protezioni contro le immagini di nudo sono disponibili da iOS 15.2 e iPadOS 15.2. Le versioni successive hanno esteso il funzionamento ad altri servizi, compresi AirDrop, alcuni contenuti condivisi attraverso Foto e determinate operazioni di invio da applicazioni di terze parti.

Con l’aggiornamento del settembre 2026 viene ampliata la tipologia di materiale riconoscibile. Accanto alla nudità compaiono immagini e video potenzialmente contenenti sangue, scene cruente o violenza.

Quando il sistema identifica un contenuto sensibile, interviene prima che venga visualizzato normalmente, sfocando il materiale e mostrando un avviso. Il minore riceve indicazioni sulle possibilità disponibili, fra cui interrompere l’interazione, bloccare un contatto oppure chiedere aiuto a una persona adulta di fiducia.

Le protezioni non hanno però lo stesso comportamento su tutti i dispositivi e in tutte le modalità di comunicazione.

Il comunicato Apple del 14 settembre menzionava l’estensione delle tutele anche alle chiamate FaceTime in diretta. La documentazione tecnica successivamente disponibile precisa una distinzione: il rilevamento di sangue e contenuti violenti su FaceTime è previsto nei videomessaggi, non nelle chiamate in diretta. Nelle videochiamate dal vivo rimangono invece le protezioni relative alla nudità già supportate dal sistema.

È una differenza concreta, perché impedisce di considerare ogni videochiamata automaticamente sottoposta al riconoscimento di tutte le categorie di contenuti sensibili.

Anche la copertura delle applicazioni esterne presenta limiti. Il controllo può intervenire quando il minore seleziona immagini o video da condividere attraverso alcune app compatibili, ma questo non significa che Apple esamini indistintamente ogni contenuto visualizzato in qualsiasi servizio di messaggistica.

La protezione delle comunicazioni non permette di leggere i messaggi dei figli

Il rapporto tra controlli parentali e riservatezza è uno degli aspetti più delicati della sicurezza dei bambini sui dispositivi Apple.

Il riconoscimento delle immagini sensibili utilizza modelli di apprendimento automatico direttamente sul dispositivo. Le fotografie e i filmati vengono esaminati localmente, senza che Apple riceva automaticamente una segnalazione del contenuto identificato o possa accedere ai file analizzati.

Le avvertenze mostrate al bambino non comportano quindi l’invio sistematico delle immagini ai genitori. È prevista una specifica possibilità di segnalazione volontaria ad Apple per determinate situazioni, con trasmissione del materiale pertinente per la verifica. Questa procedura va distinta dal normale funzionamento automatico della protezione.

I controlli familiari consentono invece di stabilire quali persone possano comunicare con il minore attraverso Telefono, Messaggi, FaceTime e altri servizi compatibili. I genitori possono approvare nuovi contatti e configurare limitazioni applicabili in determinati momenti della giornata.

La documentazione Apple chiarisce che questi strumenti non autorizzano i genitori a leggere le conversazioni private né ad ascoltare le comunicazioni dei figli.

La gestione dei contatti riguarda dunque l’autorizzazione delle relazioni digitali, non una funzione generalizzata di sorveglianza.

Per i bambini sotto i 13 anni, quando viene utilizzato un codice di Tempo di utilizzo, l’accesso a un contenuto riconosciuto come sensibile richiede l’intervento del genitore o tutore. Con i sistemi operativi della versione 27 è inoltre possibile esaminare selettivamente alcuni dettagli del materiale attraverso un apposito controllo, evitando di mostrarlo integralmente prima di decidere se consentirne la visualizzazione.

Questa modalità introduce una verifica più circoscritta, che permette all’adulto di valutare il materiale segnalato senza trasformare il controllo parentale in un accesso indiscriminato ai contenuti personali del minore.

Tempo di utilizzo diventa più flessibile: limiti diversi per giochi, social e intrattenimento

L’aggiornamento modifica anche il rapporto tra durata dell’utilizzo e tipologia delle attività svolte.

La nuova organizzazione di Tempo di utilizzo consente di definire limiti per categorie come Giochi, Intrattenimento e Social media, anziché affidarsi esclusivamente a una restrizione complessiva applicata al dispositivo.

Durante la configurazione vengono proposte indicazioni calibrate secondo l’età, elaborate sulla base di ricerche ed esperienze professionali nell’ambito della pediatria e dello sviluppo infantile. Questi riferimenti costituiscono un punto di partenza modificabile, non una quantità di tempo obbligatoria o universalmente adeguata.

I genitori possono adattare i limiti alle attività effettivamente svolte, modificare le categorie e intervenire sulle singole applicazioni.

La gestione degli orari diventa altrettanto articolata. È possibile prevedere configurazioni differenti per i giorni di scuola e per il fine settimana, stabilendo quali applicazioni rimangano disponibili nelle diverse fasce della giornata.

La nuova interfaccia presenta inoltre una panoramica dell’utilizzo quotidiano, con informazioni sulle applicazioni maggiormente frequentate e comandi rapidi per sospendere temporaneamente l’accesso o concedere una maggiore disponibilità.

Apple ha collegato lo sviluppo di queste funzioni anche al lavoro con l’American Academy of Pediatrics, con l’obiettivo di adattare il Family Media Plan a una guida consultabile dalle famiglie che utilizzano i suoi prodotti.

L’impostazione distingue il supporto tecnologico dalla decisione educativa. Le indicazioni automatiche possono facilitare la definizione di regole, ma non stabiliscono da sole se un determinato tempo trascorso davanti allo schermo sia appropriato rispetto all’età, alle necessità scolastiche e alle abitudini personali.

Disponibilità in Italia e requisiti software: cosa serve per utilizzare i nuovi controlli

La disponibilità della nuova suite è confermata anche attraverso il comunicato pubblicato sul sito italiano di Apple e le guide di assistenza localizzate.

Le funzioni principali della nuova esperienza di Tempo di utilizzo sono previste su iPhone con iOS 27, iPad con iPadOS 27 e Mac con macOS 27. Apple Watch e Vision Pro partecipano ad alcune protezioni e restrizioni, ma non dispongono necessariamente delle medesime interfacce e funzionalità.

Per utilizzare l’insieme aggiornato dei controlli, Apple richiede che i dispositivi appartenenti allo stesso gruppo In famiglia eseguano le versioni 27 dei rispettivi sistemi operativi, comprese watchOS 27 e visionOS 27 quando tali dispositivi sono presenti.

È necessario inoltre che il minore disponga di un proprio Apple Account, inserito nel gruppo familiare. Il genitore o tutore deve completare l’aggiornamento delle impostazioni parentali per accedere alla nuova esperienza.

Questo requisito può avere conseguenze nelle famiglie che utilizzano dispositivi di generazioni differenti. Se uno dei prodotti non può essere aggiornato alla versione richiesta, la documentazione Apple prevede la possibilità di continuare a utilizzare la precedente configurazione di Tempo di utilizzo, senza accedere integralmente ai nuovi controlli.

Non tutte le protezioni richiedono comunque iOS 27.

Sicurezza delle comunicazioni nei Messaggi rimane disponibile a partire da iOS 15.2, iPadOS 15.2, watchOS 9 e macOS Monterey 12.1, mentre l’estensione ad altre applicazioni supportate richiede versioni successive, fra cui iOS 17 e iPadOS 17.

Il riconoscimento di sangue e contenuti violenti richiede invece iOS 27, iPadOS 27, macOS 27 o watchOS 27, secondo il dispositivo. Questa specifica funzione non è disponibile su Apple Vision Pro, mentre il visore mantiene altre protezioni compatibili con visionOS.

Apple segnala inoltre che alcune caratteristiche possono variare in base all’area geografica, alla lingua o al modello. La pubblicazione delle istruzioni italiane documenta le modalità di utilizzo previste per il mercato nazionale, ma non costituisce una garanzia che qualsiasi combinazione di dispositivo e funzione sia supportata.

La verifica della versione installata e della compatibilità del modello rimane quindi necessaria prima di considerare operative tutte le novità annunciate.

Account per bambini e responsabilità familiari

La configurazione iniziale assume un ruolo più rilevante nella sicurezza dei bambini sui dispositivi Apple.

Con i nuovi sistemi operativi, la creazione di un account destinato a un minore permette di predisporre una selezione di applicazioni essenziali e applicare protezioni collegate all’età. I genitori possono aggiungere progressivamente altri servizi, senza dover rendere immediatamente disponibile l’intero catalogo di applicazioni del dispositivo.

L’approccio consente di gestire in modo separato l’accesso alle app, le richieste di acquisto, la navigazione e le comunicazioni. Le diverse autorizzazioni non devono necessariamente seguire lo stesso criterio: un’applicazione utile per lo studio può rimanere sempre accessibile, mentre un gioco può essere sottoposto a un limite giornaliero.

La sicurezza dei bambini sui dispositivi Apple dipende anche dalla corretta gestione delle impostazioni nel tempo. Un controllo configurato all’acquisto del dispositivo può non essere più adeguato dopo alcuni anni, quando cambiano l’autonomia del ragazzo, i servizi utilizzati e le sue esigenze di comunicazione.

La distinzione emerge soprattutto negli strumenti che prevedono una richiesta di autorizzazione. Consentire un nuovo contatto o una pagina web richiede una valutazione da parte dell’adulto, mentre il sistema si occupa di applicare la decisione e mantenere le restrizioni impostate.

Anche le protezioni automatiche hanno un campo di intervento definito. Il riconoscimento di un’immagine esplicita o violenta può interrompere una condivisione rischiosa, ma non identifica necessariamente pressioni psicologiche, molestie espresse attraverso messaggi testuali o comportamenti problematici che non coinvolgono materiale visivo riconoscibile.

Restano quindi pertinenti l’educazione alla riservatezza, la gestione delle richieste provenienti da sconosciuti e la possibilità di rivolgersi a un adulto quando una conversazione provoca disagio.

La documentazione di ottobre rende più preciso questo equilibrio fra automazione e intervento umano: i genitori possono limitare l’accesso e autorizzare determinate attività, mentre il minore conserva spazi di riservatezza nelle comunicazioni.

Aggiornamenti software e controlli da verificare periodicamente

L’arrivo delle nuove funzioni rende opportuno distinguere la presenza di uno strumento dalla sua effettiva attivazione.

Il fatto che un iPhone sia aggiornato non implica, da solo, che tutte le restrizioni siano configurate secondo le esigenze della famiglia. Alcune protezioni sono abilitate automaticamente in base all’età, mentre altre richiedono scelte specifiche sulle categorie di applicazioni, sulle persone autorizzate e sui siti consultabili.

Le impostazioni possono essere gestite attraverso In famiglia e Tempo di utilizzo. Da queste sezioni è possibile verificare le restrizioni relative ai contenuti, controllare le autorizzazioni e modificare le regole quando cambiano le necessità.

Per la sicurezza dei bambini sui dispositivi Apple, un controllo particolarmente utile riguarda la coerenza delle impostazioni sui diversi prodotti utilizzati dallo stesso minore. Le protezioni aggiornate prevedono infatti una gestione coordinata all’interno del gruppo familiare, purché siano rispettati i requisiti software.

Il rilascio di settembre rappresenta quindi un cambiamento operativo soprattutto per le famiglie che utilizzano più dispositivi e desiderano gestirli con regole comuni. I chiarimenti tecnici successivi mostrano però che la copertura resta differenziata: alcune funzioni operano soltanto su determinate piattaforme, altre richiedono versioni recenti del sistema e il riconoscimento dei contenuti sensibili varia secondo il servizio utilizzato.

La verifica periodica delle impostazioni, insieme agli aggiornamenti software compatibili, permette di mantenere attive le protezioni previste e di individuare eventuali differenze tra quanto configurato dai genitori e quanto effettivamente applicato sui dispositivi dei figli.

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