Quando si parla di imballaggi si pensa sempre a scatole, riempimenti, pallet. Il nastro invece passa in secondo piano. Eppure è una delle cose che si usano di più, ogni giorno, su ogni spedizione.
La domanda è semplice: si può usare meno plastica senza rischiare che il pacco si apra?
Sì, ma bisogna cambiare tipo di nastro.
Negli ultimi anni, con l’aumento delle spedizioni, anche il consumo di nastro è cresciuto in modo importante. Il problema è che spesso si usa ancora quello classico, in plastica vergine, che fa il suo lavoro ma ha un impatto alto sull’ambiente e non sempre è il più efficiente.
Utilizzare un nastro “green”: cosa cambia rispetto al nastro normale
Il nastro tradizionale è quasi sempre in polipropilene. Costa poco, si trova ovunque, viene utilizzato e buttato nei rifiuti.
Quello ecologico è diverso perché usa plastica riciclata, spesso derivata da bottiglie PET. In pratica, invece di produrre nuova plastica, si riutilizza quella già esistente.
Ma il punto più importante non è solo questo. I nastri di nuova generazione sono anche più performanti. Tengono meglio e soprattutto durano di più.
Questo significa una cosa molto concreta in magazzino:
- usi meno nastro per chiudere lo stesso pacco
- perdi meno tempo
- cambi il rotolo meno spesso
E quando si lavora su molte spedizioni, queste caratteristiche possono fare la differenza.
Resistenza e durata
Alla fine, la domanda è sempre quella: tiene oppure no?
I nuovi nastri ecologici hanno una buona resistenza alla trazione e una colla più efficace, che attacca bene anche su superfici non perfette.
Un altro punto importante è il comportamento al freddo.
Chi lavora con celle frigorifere o ambienti non riscaldati sa che alcuni nastri diventano rigidi e si staccano.
I nastri ecologici di nuova generazione, invece, mantengono la tenuta anche a basse temperature. Questo li rende utilizzabili senza cambiare abitudini di lavoro.
Il nastro ecologico di AB Imballaggi
Un esempio pratico è il nastro adesivo ecologico proposto da AB Imballaggi.
Parliamo di un prodotto realizzato con circa l’85% di plastica riciclata da bottiglie PET. Non è una percentuale simbolica, è una quota reale che incide sulla quantità di plastica utilizzata.
Il supporto è in BOPET riciclato e la colla è hot melt ad alta tenuta. Tradotto: il nastro è elastico il giusto e tiene bene anche sotto stress.
C’è poi un dettaglio che cambia davvero il lavoro: la lunghezza del rotolo: circa 132 metri, molto più dei nastri standard.
Questo vuol dire: meno cambi, meno interruzioni, meno spreco.
Chi lavora in linea o fa preparazione ordini lo capisce subito. Ogni volta che devi cambiare il rotolo perdi tempo. Se lo fai la metà delle volte, il lavoro scorre meglio.
Un vantaggio in più: il nastro stampato
AB Imballaggi propone anche un nastro adesivo ecopet stampato. A prima vista può sembrare un dettaglio secondario, ma in realtà è utile. Il logo o il messaggio stampato sul nastro rende il pacco riconoscibile e più professionale.
In più, se si comunica anche l’aspetto ecologico, si manda un messaggio chiaro a chi riceve la spedizione: si sta cercando di ridurre l’impatto, senza fare compromessi sulla qualità.
È una cosa semplice, ma funziona.
Meno plastica, meno sprechi
Il nastro adesivo ecologico non cambia il modo in cui lavori. Non richiede attrezzature diverse. Non rallenta il processo.
Fa esattamente quello che deve fare un nastro: chiude il pacco e lo tiene chiuso.
La differenza è che lo fa usando meno plastica e in modo più efficiente.
E quando una soluzione ti fa risparmiare materiale, tempo e cambi di rotolo, diventa difficile ignorarla.

