Un sistema di controllo accessi deve assolvere a una esigenza predeterminata: chi può attraversare un determinato varco, in quale momento e a quali condizioni? Dietro un gesto semplice come avvicinare un badge a un lettore c’è una catena di componenti hardware e software che deve identificare la credenziale, verificare le autorizzazioni, comandare eventualmente l’apertura di una porta, di un cancello o di una sbarra e registrare quanto avvenuto. È questa capacità di associare identità, luogo e regole di accesso che distingue un impianto elettronico dalla tradizionale gestione mediante chiavi.
La differenza diventa evidente quando cambiano le esigenze organizzative. Una chiave consegnata a un dipendente continua ad aprire la serratura finché non viene restituita o finché il cilindro non viene sostituito. Un badge o un tag smarrito può invece essere disabilitato attraverso il sistema, mentre una nuova credenziale può ricevere autorizzazioni differenti da quelle precedenti. Lo stesso dipendente può, per esempio, avere accesso agli uffici durante l’intera giornata ma entrare in un magazzino soltanto in determinate fasce orarie; un manutentore esterno può essere autorizzato per un periodo limitato; un visitatore può ricevere una credenziale temporanea.
È proprio su questa configurabilità che si concentra l’offerta di Petris Sistemi, che opera sui sistemi controllo accessi partendo da sede e filiale rispettivamente a Padova e Castelgomberto, in provincia di Vicenza, con attività particolarmente presente in Veneto e servizi di consulenza, vendita e assistenza disponibili anche sul territorio nazionale. Petri Sistemi si spinge oltre la semplice fornitura di un controllo accessi con badge, proponendo soluzioni in cui tipo di varco, numero di persone, modalità di identificazione, distribuzione delle sedi e livello di integrazione richiesto cambiano l’architettura dell’impianto.
Dal badge alla serratura: come è costruito un sistema di controllo accessi
Per comprendere il funzionamento del controllo accessi con badge è utile separare i diversi livelli del sistema. Il primo è la credenziale. Può essere una tessera RFID, un tag di prossimità, un bracciale, un telecomando o, nei sistemi che lo prevedono e nei casi in cui il relativo trattamento sia legittimo, un elemento biometrico. Petris Sistemi tratta card RFID che comunicano senza contatto con il lettore e dispositivi basati, a seconda dei prodotti, su frequenze e tecnologie differenti. Il badge, però, da solo non decide se una persona possa entrare: fornisce un’identità o un codice al sistema.
Il secondo elemento è quindi il lettore, installato presso il punto di passaggio. La gamma dell’azienda comprende apparecchi per badge di prossimità, lettori da parete o da incasso e dispositivi Long Range UHF, utilizzabili quando occorre leggere un tag a diversi metri di distanza. Seguono il terminale o il controllore, cioè il componente che interpreta la richiesta, verifica le regole associate all’utente e dialoga con il dispositivo fisico incaricato di liberare il passaggio. Quest’ultimo può essere un’elettroserratura, una porta motorizzata, una sbarra, un cancello, una bussola o un tornello.
I terminali e concentratori presenti nel catalogo Petris possono lavorare stand-alone oppure online. Il primo approccio è adatto anche a esigenze relativamente circoscritte, mentre la comunicazione in rete permette di amministrare gli accessi in modo centralizzato. Le informazioni registrabili comprendono, secondo i dispositivi, il numero della credenziale, data, ora e altri parametri relativi alla transazione. Modelli come KR-01N possono applicare politiche di accesso basate su giorni e fasce orarie e supportare tecnologie di prossimità oppure configurazioni con riconoscimento dell’impronta. Altri concentratori possono governare più varchi e collegarsi a lettori remoti.
Questa architettura spiega anche perché un impianto debba essere dimensionato partendo dal problema operativo e non dal badge. Un ingresso secondario di un piccolo ufficio ha requisiti diversi rispetto a uno stabilimento con portineria, parcheggio, aree produttive, depositi e più livelli autorizzativi. In entrambi i casi la credenziale può sembrare identica; ciò che cambia è tutto il sistema che la interpreta.
Il software decide quando una credenziale è realmente autorizzata
La parte meno visibile di un impianto è spesso quella che ne determina la flessibilità. Il software di controllo accessi contiene infatti le anagrafiche, le regole, le scadenze e le relazioni tra utenti e varchi. Petris Sistemi indica la possibilità di acquisire, validare e monitorare i transiti applicando criteri come fasce orarie, giorni della settimana, scadenza dell’autorizzazione, PIN e ulteriori parametri. In pratica, avere un badge registrato nel sistema non significa automaticamente poter attraversare ogni passaggio: è il profilo attribuito alla credenziale a stabilire dove e quando questa possa essere utilizzata.
Tra le piattaforme proposte figura K-CA WEB, pensata anche per configurazioni articolate e distribuite geograficamente. La soluzione può monitorare via Web centinaia di varchi e gestire accessi di dipendenti, visitatori e automezzi. Tra le funzioni indicate da Petris Sistemi rientrano la gestione delle aree e degli allarmi varco, delle visite, delle telecamere IP, delle segnalazioni di anomalie e delle autorizzazioni. Il sistema contempla inoltre funzioni di antipassback, attraverso le quali si possono impedire sequenze di transito incompatibili con le regole stabilite, e strumenti per gestire validità e scadenze associate ai soggetti presenti in anagrafica.
Planet Inside adotta una logica più ampia di integrazione con la building automation. Petris Sistemi lo descrive come una piattaforma scalabile e modulare, collegabile a videosorveglianza, antintrusione, antincendio, sensori, lettori badge, dispositivi biometrici e attuatori. Il software permette di monitorare i terminali, sincronizzare abilitazioni e transazioni, programmare attraverso uno scheduler azioni come il blocco o lo sblocco dei varchi e configurare calendari personalizzati. Prevede inoltre la gestione di dipendenti, visitatori, soggetti esterni e automezzi, badge temporanei, mappe dell’impianto e liste dei presenti utili nella gestione delle emergenze.
Il valore di un sistema del genere emerge soprattutto quando un’organizzazione cambia frequentemente personale, fornitori o regole interne. Modificare un’autorizzazione nel database è molto diverso dal dover recuperare fisicamente decine di chiavi distribuite nel tempo. Per questo il controllo accessi con badge diventa anche uno strumento di amministrazione delle autorizzazioni, oltre che un sistema per comandare l’apertura di un passaggio.
Porte, tornelli e parcheggi richiedono logiche diverse
Una porta interna, un tornello pedonale e il cancello carrabile di uno stabilimento hanno dinamiche differenti. Nel primo caso può essere sufficiente che il lettore riconosca una tessera da pochi centimetri e attivi un’elettroserratura. Nei passaggi ad alto flusso diventa invece importante regolare fisicamente la sequenza delle persone. Per questo Petris Sistemi affianca ai componenti elettronici tornelli a tripode, tornelli a tutta altezza e varchi motorizzati, predisposti per dialogare con dispositivi di identificazione.
La funzione del tornello è significativa perché mostra il rapporto tra decisione informatica e barriera fisica. Il software può stabilire che un badge sia valido, ma serve comunque un dispositivo capace di trasformare quella decisione in un passaggio controllato. Nei contesti dove occorre gestire un transito alla volta, il tornello riduce la possibilità che più persone sfruttino la stessa apertura. In altri ambienti si possono utilizzare sportelli o passaggi motorizzati con geometrie più adatte agli spazi disponibili e ai flussi previsti.
Il controllo dei veicoli pone un problema ancora diverso: fermarsi, abbassare il finestrino e avvicinare una tessera a un lettore può essere poco pratico. Petris Sistemi utilizza quindi anche tecnologie UHF Long Range. Nella propria sezione dedicata alla gestione varchi veicolari descrive configurazioni con tag UHF passivi, eventualmente combinati con tecnologie MIFARE o RFID a 125 kHz. I tag possono essere associati al conducente oppure installati sul mezzo; i sistemi descritti dall’azienda permettono letture a distanza e comandano la sbarra dopo la verifica della credenziale e delle relative abilitazioni. Un lettore come KL-LR8S arriva, nella scheda tecnica, a una distanza dichiarata di lettura fino a circa dieci metri.
In impianti più articolati può inoltre essere utile identificare sia il mezzo sia la persona alla guida, evitando che l’autorizzazione del veicolo sostituisca quella del conducente. K-CA WEB comprende tra le funzioni indicate anche il riconoscimento combinato di mezzi, autisti e targhe. È un esempio di come il progetto del sistema debba partire dalla regola organizzativa: “questa automobile può entrare” e “questa automobile può entrare soltanto se guidata da una persona autorizzata” sono due requisiti tecnicamente differenti.
Maggiori informazioni sul sito https://www.petris-sistemi.it/

