Bonifici SEPA e costi bancari: le nuove evidenze BCE sulle commissioni e sulle condizioni dei trasferimenti

Estratto conto bancario e ricevuta di pagamento disposti per verificare le spese applicate.

Trasferire denaro tra due Paesi europei può comportare costi molto diversi a seconda del servizio utilizzato. A confermarlo è un’analisi pubblicata il 3 novembre 2026 sul blog della Banca centrale europea, che evidenzia come numerose famiglie continuino a utilizzare canali di pagamento relativamente costosi, pur avendo potenzialmente accesso a strumenti più convenienti attraverso l’area unica dei pagamenti in euro.

Lo studio, intitolato SEPA: Europe’s unsung hero, è firmato da Elisabeth Beckmann, Justus Meyer e Katharina Allinger. L’analisi prende in esame le abitudini di pagamento in diversi Paesi dell’Europa centro-orientale e sudorientale, utilizzando i risultati dell’OeNB Euro Survey e i dati della Banca mondiale sulle rimesse internazionali.

Le differenze economiche sono considerevoli. I trasferimenti di denaro effettuati attraverso operatori che prevedono versamento e ritiro in contanti presentano generalmente commissioni comprese tra il 6% e il 12%, mentre per alcuni servizi digitali non bancari i costi rilevati oscillano tra l’1,5% e il 4,5%. In determinate combinazioni di Paesi, operatori e canali, la differenza può superare dieci punti percentuali.

Sono valori riferiti a specifici servizi di rimessa internazionale, non alle commissioni medie dei bonifici bancari europei. La distinzione è essenziale per interpretare correttamente il rapporto tra bonifici SEPA e costi bancari, evitando di confrontare strumenti con caratteristiche e condizioni contrattuali differenti.

Le statistiche BCE di settembre 2026 non misurano le commissioni sui bonifici

Il 2 novembre 2026 la BCE ha pubblicato anche le statistiche sui tassi di interesse bancari dell’area euro relative a settembre. Il documento registra un aumento di 13 punti base dell’indicatore composito del costo dei nuovi finanziamenti alle imprese, arrivato al 3,90%, mentre quello relativo ai nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è rimasto sostanzialmente stabile al 3,62%.

Sul versante della raccolta, il tasso composito sui nuovi depositi a scadenza prestabilita delle imprese è salito al 2,48%, con un incremento di 23 punti base. Per le famiglie, l’indicatore corrispondente ha raggiunto il 2,37%, aumentando di 19 punti base.

Questi dati descrivono le condizioni applicate dagli intermediari a prestiti e depositi. Non rilevano le commissioni per l’esecuzione dei bonifici, i canoni dei conti correnti o il costo dei singoli servizi di pagamento.

L’andamento dei tassi bancari può incidere sulla redditività degli intermediari e sulle condizioni economiche complessive offerte alla clientela, ma non permette di stabilire se le commissioni SEPA siano aumentate o diminuite.

Per valutare i bonifici SEPA e costi bancari occorre quindi utilizzare fonti diverse: la normativa europea sui pagamenti, i documenti informativi degli intermediari e le condizioni economiche applicate ai singoli rapporti contrattuali.

Bonifici ordinari e istantanei: cosa stabiliscono le regole europee

Il quadro normativo è cambiato con il Regolamento UE 2024/886, che ha introdotto obblighi specifici per la diffusione dei bonifici istantanei in euro.

Dal 9 gennaio 2025, per i prestatori di servizi di pagamento interessati dagli obblighi nell’area euro, le commissioni dei bonifici istantanei non possono superare quelle dei bonifici ordinari corrispondenti.

La disposizione non stabilisce una commissione unica europea e non rende automaticamente gratuiti tutti i bonifici. Impone invece un rapporto preciso tra le tariffe dei due servizi offerti dallo stesso intermediario.

Se un bonifico ordinario effettuato online prevede una determinata commissione, l’operazione istantanea corrispondente non può essere più costosa. La comparazione deve però riguardare servizi effettivamente equivalenti, tenendo conto delle modalità di disposizione e delle condizioni applicabili.

Il 9 ottobre 2025 è diventato operativo, per gli intermediari soggetti alle relative scadenze nell’area euro, anche l’obbligo di consentire l’invio dei bonifici istantanei. La ricezione era già stata disciplinata nella precedente fase di attuazione.

Il trasferimento istantaneo consente normalmente di mettere i fondi a disposizione del beneficiario entro dieci secondi, anche nei giorni festivi e fuori dagli orari bancari.

La normativa prevede scadenze differenziate per alcune categorie di prestatori di servizi di pagamento e per i Paesi dell’Unione europea che non adottano l’euro. Non tutti gli operatori, pertanto, sono assoggettati agli stessi obblighi dalla medesima data.

Queste regole rappresentano un elemento centrale nell’analisi dei bonifici SEPA e costi bancari: la maggiore rapidità dell’operazione, per i servizi comparabili disciplinati dal regolamento, non può giustificare da sola una commissione superiore.

La verifica del beneficiario e le condizioni di sicurezza

Tra le novità operative entrate in applicazione il 9 ottobre 2025 nell’area euro rientra anche il servizio di verifica del beneficiario, conosciuto come Verification of Payee.

Prima dell’autorizzazione del bonifico, il prestatore di servizi di pagamento deve mettere a disposizione un controllo sulla corrispondenza tra l’identificativo del conto, generalmente l’IBAN, e il nome del destinatario.

Il sistema può segnalare una corrispondenza completa, una corrispondenza parziale, una mancata corrispondenza oppure l’impossibilità di completare la verifica.

La funzione riguarda sia i bonifici ordinari sia quelli istantanei. La verifica del beneficiario deve essere fornita gratuitamente all’utente, secondo quanto previsto dalla disciplina europea.

Il controllo riduce il rischio di errori nell’indicazione del destinatario e contribuisce alla prevenzione di alcune frodi, ma non garantisce che ogni trasferimento sia legittimo o che il beneficiario sia commercialmente affidabile.

Il sistema non sostituisce quindi le verifiche necessarie quando si dispone un pagamento verso un soggetto sconosciuto.

Sul piano tecnico, il 20 settembre 2026 è diventata efficace la versione 1.1 delle regole operative dello European Payments Council dedicate alla verifica del beneficiario. L’aggiornamento ha introdotto chiarimenti e modifiche per affrontare alcune questioni emerse nell’applicazione del sistema.

Si tratta di sviluppi relativi alle modalità operative dei pagamenti, non di una revisione generale delle commissioni bancarie.

Perché due bonifici SEPA possono avere prezzi differenti

L’area SEPA ha introdotto regole e standard comuni per i trasferimenti in euro, rendendo più semplice effettuare operazioni tra conti situati in Paesi differenti.

Il principio europeo di parità tariffaria per i pagamenti transfrontalieri in euro, nelle situazioni disciplinate dalla normativa, impedisce di applicare condizioni più onerose rispetto ai corrispondenti pagamenti nazionali soltanto perché il denaro viene trasferito oltreconfine.

Ciò non significa che tutti gli intermediari debbano adottare lo stesso listino.

Una banca può prevedere bonifici online gratuiti all’interno di un conto con canone mensile, mentre un’altra può applicare una commissione per singola operazione. Alcuni rapporti contrattuali comprendono un numero prestabilito di disposizioni gratuite, oltre il quale viene addebitato un costo.

Anche il canale utilizzato può incidere. Le operazioni disposte attraverso uno sportello fisico possono essere soggette a condizioni differenti rispetto a quelle effettuate tramite home banking, purché siano rispettati gli obblighi normativi applicabili.

Per un confronto corretto tra bonifici SEPA e costi bancari occorre quindi considerare il prezzo della singola disposizione insieme alle condizioni del conto e ai servizi inclusi.

Un conto corrente apparentemente conveniente per la gratuità dei bonifici potrebbe avere un canone complessivo superiore a quello di un prodotto che applica una piccola commissione per operazione. Il risultato economico dipende anche dalla frequenza di utilizzo.

Le condizioni effettive devono essere ricercate nei documenti di trasparenza bancaria e nei contratti, non ricavate dalle statistiche BCE sui tassi di interesse.

I trasferimenti internazionali e il problema delle conversioni valutarie

Il nuovo approfondimento pubblicato sul blog della BCE richiama un problema particolarmente evidente nei trasferimenti di denaro destinati alle famiglie residenti fuori dall’area euro.

Secondo l’analisi, circa un terzo dei destinatari delle rimesse nei sei Paesi esaminati riceve denaro in contanti attraverso parenti o conoscenti. Un’altra quota analoga utilizza operatori specializzati nei trasferimenti fisici di denaro.

La diffusione dei canali tradizionali dipende anche dall’accessibilità dei servizi bancari. In Albania, secondo i dati richiamati dagli autori, circa metà della popolazione non dispone di un conto corrente o di un prodotto equivalente.

L’appartenenza di un Paese all’area geografica SEPA non comporta inoltre l’immediata disponibilità di tutti i servizi presso ogni intermediario. È necessario che i prestatori coinvolti aderiscano agli schemi pertinenti e siano effettivamente raggiungibili.

Un altro elemento riguarda la valuta.

Il bonifico SEPA è un trasferimento denominato in euro, ma il destinatario potrebbe avere necessità di ricevere o utilizzare il denaro in una valuta differente. In questi casi, il costo complessivo può comprendere spese di conversione e condizioni di cambio che non coincidono con la commissione del bonifico.

La distinzione è particolarmente significativa nel confronto tra servizi bancari e operatori specializzati nelle rimesse.

Una commissione dichiarata contenuta non garantisce necessariamente il costo complessivo più basso se il trasferimento comporta anche una conversione valutaria. Per confrontare le offerte serve verificare quanto denaro raggiunge effettivamente il destinatario, tenendo conto del cambio applicato e delle eventuali spese ulteriori.

L’analisi BCE cita, tra gli esempi utilizzati per esaminare i costi delle rimesse, i trasferimenti tra Italia e Albania. Le commissioni richiamate derivano dalla banca dati Remittance Prices Worldwide della Banca mondiale e riguardano specifici canali osservati nel terzo trimestre 2025.

Non rappresentano pertanto un listino aggiornato al novembre 2026 né una tariffa applicabile indistintamente ai bonifici SEPA.

Quanto conta conoscere le alternative disponibili

La ricerca pubblicata il 3 novembre evidenzia anche una limitata conoscenza dell’infrastruttura europea dei pagamenti.

Nei Paesi considerati dall’indagine, meno del 40% dei consumatori dichiara di aver sentito parlare della SEPA. La consapevolezza risulta generalmente maggiore tra le persone con redditi e livelli di istruzione più elevati e tra coloro che possiedono maggiori competenze finanziarie.

Gli autori osservano che le persone con istruzione universitaria presentano una probabilità di conoscere la SEPA superiore di circa 17 punti percentuali rispetto a quelle con sola istruzione primaria, secondo le stime riportate nello studio.

La scarsa familiarità con il sistema non dimostra automaticamente un utilizzo ridotto dei bonifici europei: molti consumatori possono servirsi di strumenti SEPA senza conoscere la denominazione dell’infrastruttura.

La BCE evidenzia comunque che una maggiore conoscenza delle alternative disponibili potrebbe aiutare alcune famiglie a evitare canali particolarmente onerosi. Lo studio non dimostra, tuttavia, che una semplice informazione sia sufficiente a modificare concretamente le scelte di pagamento.

Gli autori presentano anche una stima del possibile risparmio derivante da una riduzione delle commissioni sulle rimesse, che potrebbe raggiungere importi complessivi nell’ordine di decine o centinaia di milioni di euro annui. Si tratta di una valutazione potenziale, non di risparmi già realizzati.

Come confrontare le condizioni bancarie senza confondere i servizi

Per chi effettua regolarmente trasferimenti in euro, la verifica delle condizioni economiche parte dai documenti contrattuali del conto corrente.

Il confronto deve distinguere i bonifici ordinari da quelli istantanei, le disposizioni online da quelle allo sportello e le eventuali commissioni applicabili in circostanze particolari.

Il costo della singola operazione va letto insieme al canone del conto, alle franchigie previste e alle modalità di accesso ai servizi. Quando il trasferimento riguarda destinatari situati in Paesi che utilizzano altre valute, occorre verificare anche l’eventuale conversione.

La disciplina europea offre riferimenti precisi sui rapporti tra le commissioni dei pagamenti ordinari e istantanei, sulla verifica gratuita del beneficiario e sulla parità di trattamento dei trasferimenti transfrontalieri nei casi previsti.

Non stabilisce invece un prezzo uniforme per tutti i conti e per tutte le operazioni.

La questione dei bonifici SEPA e costi bancari richiede quindi di separare tre livelli: i vincoli imposti dalla normativa, le condizioni stabilite dagli intermediari e le spese complessive sostenute per trasferimenti con caratteristiche differenti.

L’aggiornamento statistico BCE del 2 novembre 2026 resta utile per comprendere l’andamento dei tassi applicati a finanziamenti e depositi, ma non costituisce un indicatore del prezzo dei servizi di pagamento.

È invece l’analisi pubblicata il giorno successivo a documentare direttamente le differenze economiche tra i canali di trasferimento del denaro.

Per le famiglie che inviano periodicamente somme all’estero, il confronto può incidere concretamente sull’importo ricevuto. Una differenza di cinque punti percentuali nelle spese complessive, applicata a trasferimenti annui per 5.000 euro, equivale a 250 euro. Un importo che dipende dalle condizioni effettive delle operazioni e che rende rilevante la distinzione tra commissioni bancarie, costi delle rimesse e conversioni valutarie.

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