Prestiti per cattivi pagatori e protestati: quali sono le reali possibilità


La segnalazione al Crif è estremamente temuta da un gran numero di italiani, ovvero quelli che sono costretti periodicamente a rivolgersi al sistema creditizio per poter contare su liquidità aggiuntiva. Rientrare nelle categorie dei cattivi pagatori o dei protestati, infatti, comporta una sorta di limbo creditizio, in quanto da quel momento le banche e gli soggetti finanziari che rilasciano finanziamenti useranno una grande cautela nell’intrattenere rapporti con questo tipo di utenti, sino a decidere di chiudere in maniera categorica i rubinetti.

Per entrare in questo vero e proprio girone infernale, basta poco, ovvero la ritardata corresponsione di una o due rate, che verrà immediatamente segnalata alle centrali rischi e in particolare a quella del Crif, la più nota in assoluto, in qualità di cattivi pagatori. Mentre per entrare nella lista dei protestati occorre invece essere totalmente inadempienti, ovvero non aver pagato tutte o alcune delle rate previste dal piano di ammortamento firmato con l’ente erogante.

Naturalmente per queste categorie la strada del credito non è del tutto preclusa, ma si fa nettamente più disagiata rispetto a quella che spetta invece ai clienti i quali abbiano saputo rispettare gli accordi intercorsi tra le parti. I protestati e i cattivi pagatori, infatti, possono intrattenere rapporti con alcuni istituti finanziari che accettano anche una clientela così particolare, ma per poterlo fare sono costretti a loro volta a sottoporsi a condizioni più svantaggiose oltre a dover comunque produrre garanzie molto più forti di quelle richieste normalmente.
La forma più nota di prestito riservata ai cattivi pagatori è la cessione del quinto, cui però possono accedere soltanto i lavoratori dipendenti, ovvero coloro che intrattengono un rapporto di lavoro continuativo e stabile, con uno stipendio mensile dal quale può essere detratto appunto un quinto per ripianare man mano la cifra richiesta e gli interessi concordati. I lavoratori autonomi e i precari sono quindi esclusi in partenza da questa particolare forma creditizia.

Si impone per loro la ricerca di alternative, tra le quali spiccano il prestito cambializzato e quello con delega: il primo si basa sulla sottoscrizione di cambiali a scadenza mensile, che vanno appunto a sostituire le rate, il secondo è molto simile alla cessione del quinto, ma può essere contratto dando come garanzia una fetta anche più estesa dello stipendio, ad esempio il 40%. Non va poi sottovalutato il prestito con garante, nel quale una terza figura, ad esempio un genitore, interviene con il proprio reddito o il proprio patrimonio al fine di garantire che il piano di rientro concordato con l’ente erogante venga comunque onorato. Nel caso contrario sarà proprio il suo reddito o patrimonio ad essere colpito.

In conclusione, possiamo affermare che anche in un periodo abbastanza complicato come l’attuale, ottenere finanziamenti da parte di categorie particolari come i cattivi pagatori non sia impossibile, a patto di produrre garanzie aggiuntive a quelle normalmente previste. Chi comunque voglia informarsi in maniera più esauriente, può farlo consultando la ricca sezione riservata a prestiti a cattivi pagatori sul sito prestitiefinanziarie.it, e gli articoli espressamente dedicati a questa tematica.

 
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